venerdì 4 novembre 2011

Il Vittoriano tempio Massonico a Roma " Caput Mundi"

L’origine leggendaria della Massoneria possiamo collocarla al tempo di Abramo che conobbe la geometria sacra ad Ur in Caldea e la trasmise ai suoi discendenti, fino a Mosé, e da questi a Salomone che, con l’aiuto  di Hiram il muratore, costruì il primo Tempio.  Hiram   durante i lavori venne ucciso a tradimento da tre “cattivi compagni” che intendevano rubargli i segreti dell’Arte, conosciuti dai soli Maestri attraverso la trasmissione della Parola. Da allora, il Tempio è “incompiuto” e ciascun Libero Muratore è chiamato ad apportare il proprio contributo al perfezionamento dell’Opera.

 Il lavoro della Massoneria è  edificare Templi alla Virtù, lavorare al bene ed al progresso dell’Umanità. Nell’edificazione dei Templi,  si utilizzava un procedimento “speculativo” per “rivelare” simboli che soltanto agli Iniziati era possibile “svelare”. Poiché sappiamo che gli insegnamenti venivano impartiti in modo graduale, probabilmente non era a tutti noto cosa esattamente stessero realizzando. Ma lo realizzavano lo stesso.
Gli antichi Romani dicevano: “Roma Caput Mundi”.  Da sempre Roma è stata il centro di attrazione di numerosi popoli, per la centralità del luogo in cui sorge , e perchè città ricca di storia e di tesori archeologici. Secondo la tradizione, divenne romana in seguito all’arrivo nel Lazio di Enea, troiano in fuga, dopo la distruzione di troia. Enea portava con sé la spada dei suoi padri, ricca di significato. Qui, nel Lazio, fondò una nuova stirpe dalla quale, sempre secondo la leggenda narrataci da Tito Livio e da altri storici latini , discesero in seguito importanti famiglie repubblicane e imperiali. 
Da Google earth possiamo vedere un simbolo nassonico che sembra orientarci dall'alto. Sembra un gufo , avvicinandoci scopriamo che uno stano gioco di giardini ed aiuole ci guidano proprio al Vittoriano.Una ricerca ci guida a scoprire il suo autore e la storia diquesto tanto amato e discusso monumento.

 Un giovane architetto marchigiano, Giuseppe Sacconi, vince il concorso che si ispira all'Altare di Pergamo, antichissimo reperto mediorientale ma anche gioiello della Berlino prussiana. Sacconi viene anche nominato direttore dei lavori ma ben presto si imbatte in una sciagurata circostanza: il colle è fatto di argille friabili e non di tufo, come si sperava. Inoltre ai primi scavi vengono alla luce reperti di ogni tipo, che provocano persino un dibattito parlamentare e una certa opposizione del Comune. Ma il governo tira dritto. Vengono distrutte delle antichissime case, il convento dell'Ara Coeli, la torre fatta erigere da Paolo III.
Sacconi  dedica tutta la sua vita alla costruzione dell'enorme edificio e combatte una dura battaglia politico-estetica, soprattutto sulle statue e sui vari ornamenti del Vittoriano. È lui ad avere l’idea  dell'Altare della Patria, un bassorilievo da ricavare nel sottobasamento della statua del Re, con al centro la Dea Roma. Il tempo gli darà ragione ed ancora oggi il Vittoriano  è conosciuto come Altare della Patria. Niente uomini ma  personificazioni di idee immortali, nel più pieno rispetto del credo massonico. Le due quadrighe bronzee sono La Libertà, guardando il monumento a sinistra, e L'Unità a destra.
 
 

1 commento:

  1. un lettura molto affascinante del Vittoriano :)! un saluto!

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