venerdì 18 novembre 2011

The Colosseum :The ancient Romans were great builders

The  amphitheater was built by Emperor Vespasian, founder of the Flavian Dynasty. Started in AD 72  it was completed in AD 80, the year after Vespasian's death. It is considered an architectural and engineering wonder, and remains as a standing proof of both the grandeur and the cruelty of the Roman world. It stands as a glorious but troubling monument to Roman imperial power and cruelty
 It was built on the site of an artificial lake that was part of Nero's huge park in the center of Rome. The area also included the Golden House (Domus Aurea) and the nearby Colossus statue of Nero which  also gave the building its current name.
Nero, after the great fire at Rome in AD 64, had built a huge pleasure palace for himself (the Golden House) right in the centre of the city. In 68, faced with military uprisings, he committed suicide, and the empire was  in civil wars The  winner Vespasian (emperor 69-79) decided to support   his regime by building an amphitheatre, a  pleasure palace for the people. The Colosseum was a grand political gesture for Rome. It was the largest amphitheatre in the Roman world, capable of holding 55,000 spectators who could enter the building through no less than 80 entrances.
The elliptical building is immense, measuring 188m by 156m and reaching a height of more than 48 meter (159 ft).  
There were  over 250 amphitheatres in the Roman empire - so we can consider the amphitheatre and its associated shows  the quintessential symbols of Roman culture.


The lowest storey was preserved for prominent citizens. Below the ground were rooms with mechanical devices and cages containing wild animals. The cages could be hoisted, enabling the animals to appear in the middle of the arena.
The ancient Romans were great builders. They built things to last. The Colosseum was made of limestone, brick, concrete, and marble , as were most amphitheaters. Anyone could attend the events in the Colosseum. Admission was free.   There were four stories of windows, arches, and columns. 
 Under the emperor Titus, Vespasian son, the Colosseum was completed. Often it is confused with the Circus Maximus (which was used for the chariot races). The Colosseum was the venue for gladiatorial and animal fights, rather than races. One thinks, the arena could even be flooded for purpose-built ships to enact naval battles.


martedì 8 novembre 2011

I Borgia : la Casta Ieri ed Oggi.

C’era una volta un papa ingiusto che viveva e amministrava Roma: Alessandro VI ovvero Rodrigo Borgia.
Rodrigo, trasferitosi dalla nativa Valencia in Italia ancora giovanissimo, fu allievo di Gaspare da Verona e studiò poi giurisprudenza a Bologna.


Nipote di Papa Callisto III (al secolo Alonso de Borja), fratello della madre Isabella, fu da questi elevato alla porpora a soli 25 anni e volle italianizzare il suo nome in Borgia, così come aveva fatto in precedenza lo zio Papa. Successivamente ricoprì anche l'incarico di Vicecancelliere della Chiesa romana.
Rodrigo Borgia , uomo dissoluto e  libertino impenitente  , si comportò  male per tutta la vita. Da cardinale e da papa ancora di più. Non si preoccupò mai di nascondere agli altri  la sua scandalosa condotta di vita.
 Dalla sua relazione con GiovannaCattanei detta Vannozza ebbe quattro   figli ed altri tre nacquero da una donna sconosciuta. Durante il suo pontificato la sua amante ufficiale fu GiuliaFarnese, moglie di Orso Orsini.
La scandalosa condotta di vita di Rodrigo Borgia, caratterizzata da una continua ricerca del piacere fisico doveva  senza alcun dubbio essere di natura patologica .

  Rodrigo Borgia somigliava molto ai nostri politici , a coloro che fanno chiamare Roma “ladrona” . In realtà chiamano ladroni loro stessi  e non dovrebbero minimamente permettersi di nominare Roma, la città sacra  per storia e per predestinazione !

  Per essere eletto Papa dovette trattare con i suoi elettori. Il suo principale sostenitore, cardinal Ascanio Sforza, fu gratificato con la nomina di Vicecancelliere e con la cessione del palazzo padronale della famiglia Borgia. Ai Colonna  furono ceduti la città di Subiaco e i vicini castelli. Il cardinale Orsini ottenne i possedimenti di Soriano nel Cimino e Ponticelli, mentre al cardinal Savelli fu ceduta Civita Castellana.

I suoi figli incapaci e crudeli ricevettero tutto quello che desideravano . Dei sette figli avuti nel corso degli anni, due in particolare conquistarono il suo cuore e le sue attenzioni, e su di essi riversò per tutta la vita un grande affetto, oltre che un fiume di ricchezze: Cesare e Lucrezia.

Nel paragone con i nostri politici non può certo annoverarsi il merito  di aver trasformato Roma in meglio.
Agli inizi del suo pontificato il Borgia attuò importanti mutamenti nella disordinata Roma del tempo. Ristabilì, infatti, l'ordine nella città eterna, caduta nel caos più totale nel corso della sede vacante e adottò importanti provvedimenti di politica economica per il risanamento della finanza pubblica.
Rodrigo Borgia (1 gennaio 1431 - 18 agosto 1503),  si dice che fu il Gran Maestro dei Templari durante il Rinascimento. Era il padre di Juan, Cesare, Lucrezia e Goffredo Borgia, e nonno di Giovanni Borgia.
Fu eletto papa il 26 agosto 1492 con il nome di Alessandro VI. Fu uno dei più controversi papi del Rinascimento, e il suo cognome divenne sinonimo di guerra e corruzione .

venerdì 4 novembre 2011

Il Vittoriano tempio Massonico a Roma " Caput Mundi"

L’origine leggendaria della Massoneria possiamo collocarla al tempo di Abramo che conobbe la geometria sacra ad Ur in Caldea e la trasmise ai suoi discendenti, fino a Mosé, e da questi a Salomone che, con l’aiuto  di Hiram il muratore, costruì il primo Tempio.  Hiram   durante i lavori venne ucciso a tradimento da tre “cattivi compagni” che intendevano rubargli i segreti dell’Arte, conosciuti dai soli Maestri attraverso la trasmissione della Parola. Da allora, il Tempio è “incompiuto” e ciascun Libero Muratore è chiamato ad apportare il proprio contributo al perfezionamento dell’Opera.

 Il lavoro della Massoneria è  edificare Templi alla Virtù, lavorare al bene ed al progresso dell’Umanità. Nell’edificazione dei Templi,  si utilizzava un procedimento “speculativo” per “rivelare” simboli che soltanto agli Iniziati era possibile “svelare”. Poiché sappiamo che gli insegnamenti venivano impartiti in modo graduale, probabilmente non era a tutti noto cosa esattamente stessero realizzando. Ma lo realizzavano lo stesso.
Gli antichi Romani dicevano: “Roma Caput Mundi”.  Da sempre Roma è stata il centro di attrazione di numerosi popoli, per la centralità del luogo in cui sorge , e perchè città ricca di storia e di tesori archeologici. Secondo la tradizione, divenne romana in seguito all’arrivo nel Lazio di Enea, troiano in fuga, dopo la distruzione di troia. Enea portava con sé la spada dei suoi padri, ricca di significato. Qui, nel Lazio, fondò una nuova stirpe dalla quale, sempre secondo la leggenda narrataci da Tito Livio e da altri storici latini , discesero in seguito importanti famiglie repubblicane e imperiali. 
Da Google earth possiamo vedere un simbolo nassonico che sembra orientarci dall'alto. Sembra un gufo , avvicinandoci scopriamo che uno stano gioco di giardini ed aiuole ci guidano proprio al Vittoriano.Una ricerca ci guida a scoprire il suo autore e la storia diquesto tanto amato e discusso monumento.

 Un giovane architetto marchigiano, Giuseppe Sacconi, vince il concorso che si ispira all'Altare di Pergamo, antichissimo reperto mediorientale ma anche gioiello della Berlino prussiana. Sacconi viene anche nominato direttore dei lavori ma ben presto si imbatte in una sciagurata circostanza: il colle è fatto di argille friabili e non di tufo, come si sperava. Inoltre ai primi scavi vengono alla luce reperti di ogni tipo, che provocano persino un dibattito parlamentare e una certa opposizione del Comune. Ma il governo tira dritto. Vengono distrutte delle antichissime case, il convento dell'Ara Coeli, la torre fatta erigere da Paolo III.
Sacconi  dedica tutta la sua vita alla costruzione dell'enorme edificio e combatte una dura battaglia politico-estetica, soprattutto sulle statue e sui vari ornamenti del Vittoriano. È lui ad avere l’idea  dell'Altare della Patria, un bassorilievo da ricavare nel sottobasamento della statua del Re, con al centro la Dea Roma. Il tempo gli darà ragione ed ancora oggi il Vittoriano  è conosciuto come Altare della Patria. Niente uomini ma  personificazioni di idee immortali, nel più pieno rispetto del credo massonico. Le due quadrighe bronzee sono La Libertà, guardando il monumento a sinistra, e L'Unità a destra.
 
 

sabato 5 febbraio 2011

Alla Scoperta dei Luoghi delle Donne più Belle di Roma .Belle e Maledette: Tullia e Lucrezia Borgia

In Via Annibaldi c'è un palazzo con un balconcino semicoperto dai rampicanti.E' il palazzo dei Borgia.

La memoria e la scelleratezza di questa famiglia sono conosciute da tutti per le leggende, per lo più raccapriccianti, che circolano sui luoghi e sulla famiglia.


Questo luogo però è anche famoso per il vicolo su cui il palazzetto si affaccia, chiamato "vicus sceleratus" che coinvolge una donna ed un re famoso a Roma.

Servio Tullio, sesto re di Roma, ebbe due figlie entrambe di nome Tullia. La minore è descritta da Livio come una donna trasgressiva e un vero esempio di malvagità.Tullia "ferox" la chiama Livio per le sue azioni di ferocia brutale. Tullia organizza un complotto dove vengono assassinati il marito Arrunte, la sorella e lo stesso padre,Servo Tullio.La cosa più atroce è che con il proprio cocchio Tullia passerà sul corpo del proprio padre schiacciandolo.

Questo luogo che vide nel VI secolo avanti Cristo un terribile parricidio è veramente scellerato come lo fu un altro luogo in Vaticano legato ai Borgia,situato al primo piano del palazzo Apostolico,sito sotto le stanze di Raffaello.

Si tratta dell'appartamento di Papa Alessandro VI, le cui stanze maledette ci ricordano un'epoca da brivido dove i protagonisti furono Alessandro VI, le sue donne Vannuzza Cattanei e Giulia Farnese, i figli Cesare, Lucrezia, una vasta cerchia di cortigiani ,disgraziati e derelitti.

Nella Sala delle Sibillle fu assassinato Alfonso d'Aragona, marito di Lucrezia e il giovane Perrotto uno dei suoi amanti.

Il Pinturicchio ha ritratto questi personaggi nel suo famoso quadro " La Madonna col Bambino" raffigurato sopra la porta nella sala dei santi.

martedì 4 gennaio 2011

Roma e gli illuminati: Angeli e Demoni, Dan Brown tra Mitologia e Simbologia

Che cosa c’è di vero nell’affascinante ricostruzione che Dan Brown fa degli Illuminati?





Nel 1600 in una Roma Barocca teatro di intrighi politici e tribunali dell’inquisizione, nasce
una organizzazione segreta molto influente: 

    Gli Illuminati 

    
 












Misteriose e antichissime sono le origini della Massoneria, la cui denominazione originale in
italiano è Libera Muratoria (in francese Franc-Maçon).

 La società Skull and Bones è fondata nel 1832 da William Huntington Russell. Sia gli
Illuminati di Weishaupt sia la Skull and Bones di Russell hanno tratto elementi dalle società
“segrete” studentesche che esistevano nelle università tedesche fin dal XVIII secolo.



In verità tutte le organizzazioni esoteriche fondate dal XVIII secolo a oggi si dotano di
genealogie mitiche che risalgono ai templari, a Noè, a san Giovanni o a Salomone e passano
per personaggi famosi della storia, della letteratura e dell’arte. 

La direzione del soffio porta al Terzo Alta






Primo Altare della Scienza
Cappella Chigi situata all'interno di Santa Maria del

Popolo  in piazza del Popolo
Osservando la statua di Abacuc e l’Angelo si trova la direzione del prossimo Altare.
Secondo Altare della Scienza
 
Piazza San Pietro Obelisco egizio , bassorilievo del Bernini chiamato West Ponente
La direzione del soffio porta al Terzo Altare


Terzo Altare della Scienza
Santa Maria della Vittoria   Estasi di Santa Teresa


Quarto Altare della Scienza
Fontana dei Quattro Fiumi
 
Da questo monumento si arriva alla fine del Cammino, trovando la chiesa degli
Illuminati... 
Covo degli Illuminati

                                        Castel Sant'Angelo


SIMBOLI

Il simbolo degli Illuminati si ritrova nell’iconografia cristiana non solo a prescindere ma anche ben prima del suo uso in alcune fonti massoniche.
Il simbolo è rappresentato da una piramide tronca sormontata da un occhio in un triangolo.
MISTERI IRRISOLTI
Non è forse vero che il retro del sigillo ufficiale degli Stati Uniti – quello che compare tuttora sulle banconote da un dollaro e raffigura una piramide tronca sormontata da un occhio in un triangolo – è un simbolo degli Illuminati? 


Tra Mitologia e Simbologia
La fama che Brown si è costruito presso gli studiosi di storia dei movimenti magico-esoterici 
non si smentisce neppure con Angeli e Demoni, ciò che Brown ha ottenuto è la creazione di
un mito popolare che presenta determinate credenze in una forma non impegnativa, ma
dilettevole e attraente.
Il libro è allo stesso tempo un giallo, un romanzo, un thriller, una teoria cospirativa e un
manifesto spirituale, tutto in uno.
ANALISI TESTUALE 
Il libro è basato su una formula standard e, come tutti i romanzi, presenta una storia
d’amore.
Le frasi ed i particolari sono descritti con tale realismo da farci immaginare le scene e
immedesimarci nei personaggi.
Inoltre possiamo dire che i dialoghi del romanzo sono molto simili a copioni televisivi.
 Errori e poca documentazione
I dialoghi del libro, quando l'autore decide di avventurarsi nella nostra lingua, sono tragicomici: la metà delle
frasi che usa sembra tradotta con Babelfish di Altavista. Un esempio? 
Durante le frenetiche ricerche della bomba che rischia di far saltare in aria tutto il Vaticano, una guardia
svizzera a un certo punto esclama "Continua cercando!" e un'altra gli risponde: "Probasti il museo?". Prima del
conclave è l'ora dello "spazzare di cappella", quando le guardie fermano Langdon esclamano "Para!", mentre
Olivetti accompagnando i protagonisti dal camerlengo, il ciambellano del Papa, indica loro l'"Ufficio di Papa".
Posibile, uficcio, pompiero. Certo. Zi, buana. 
Questi dialoghi esilaranti sono tra quelli messi meglio: in alcuni punti Brown scade nel totale farfugliamento
incoerente di un "non sportarti", un "if this guy disappears, we are fungito" (fregati? fottuti?) e un "Non si può
entrare. E' chiusa temprano", che Vittoria prontamente traduce per Langdon in "closed early". Insieme a
questi, Brown dovrebbe spiegarci cosa intendeva con uno "straniero crudo" e soprattutto con "Era un
bar-àrabo". Barbaro? Barabba? Rabarbaro? Onestamente noi abbiamo rinunciato a capirlo.
 
Mi chiedo come abbia fatto a sbagliare quasi tutti i nomi delle strade e gran parte dei monumenti: pare che anche la pianta di Roma se la sia inventata.
Nota (maggio 2005) — Notiamo con piacere che è stata pubblicata in USA/UK una nuova edizione di Angels & Demons in cui i dialoghi in italiano sono stati corretti. Ora le vecchine romane dicono finalmente "Ha chiuso prima". Deo Gratias!
La storia degli ordini esoterici ci racconta che le vicende reali sono più complesse di quanto Dan Brown
narra nei suoi romanzi. 
Non è sostenibile l'idea per cui gli Illuminati sono un potente ordine la cui fondazione risale al Rinascimento. 




lunedì 27 dicembre 2010

Rome with Angels and Demons, Bernini and the Illuminati


Have you  enjoyed the new murder mystery film, Angels and Demons, set in Rome ? The film features Tom Hanks as Harvard professor Robert Langdon and Ayelet Zura as scientist Vittoria Vetta, racing through Rome to unravel the secrets of the Illuminati Brotherhood in time to save the lives of four imprisoned cardinals, all candidates to become the next Pope. Sadly only the fourth was saved in time to be elected as Pope and we saw some great Roman locations along the way.

Much of the film was set in and around St Peter’s Basilica and the Vatican city. But as the Vatican refused permission to film there, I gather that the directors had to send out cameramen with small video cameras to pose as tourists and get some of the background shots they needed. The results are certainly convincing and it was just as if you were there in the Piazza in front of St Peter’s and in the Basilica itself.

The quest to find the captured cardinals begins at the Pantheon, a must see on the list of most visitors to Rome.  The Pantheon was previously a Roman temple before it became a church and is known for the Oculus or circular hole in the dome which opens it to the elements. Realising that they are in the wrong place, Langdon and Vetta rush to the church of Piazza Del Popolo with Bernini’s unusual triangular monuments, but are too late to save the first cardinal who has died in the ‘Earth’ below the floor of the church.

The search for the next Cardinal who is to die by ‘Air’ takes them to Bernini’s magnificent colonade around St Peter’s square, topped with the enormous statues of the saints. You can get close to the statues if you take the lift up to the dome of St Peter’s where there is space to move around on part of the roof and see some of the statues from behind. Unfortunately the cardinal is thrown to his death from the roof, landing near the pavement plaque of the west wind.

The third cardinal is to die by fire and the search leads to the church of Santa Maria della Vittoria, with Bernini’s statue of St Theresa in a fire of ecstasy of the vision of God. Once again, they arrive too late to save the cardinal from dying in a blaze at the church.

Finally, at Piazza Navona the chase ends at the Fountain of the Four Rivers where Langdon is just in time to save the fourth cardinal from drowning in the fountain. The Piazza is one of tourists favourites and was once the site of a Roman Stadium which gave it its oval shape. It’s a fun place to relax and watch street performers, see the artists and cartoonists and a Christmas market is held here in December.


In a final quest to find the kidnapper and the antimatter he has stolen which could explode and destroy Rome, the chase leads to Castel Sant’Angelo, the Vatican Fortress beside the River Tiber. This is where Popes over the centuries have been able to take refuge, using the secret passage that leads from the Vatican. Finally the mystery is solved, the antimatter found and with twists and turns of the plot, the true villains are revealed.


If you’ve been to Rome you’ll love revisiting some of your favourite spots through the film and if you haven’t yet visited the Eternal city, this is guaranteed to get you planning a visit.

domenica 12 dicembre 2010

Bernini e gli illuminati: il simbolo nascosto... il nome segreto di Roma ....AMOR... Venere (Seconda parte)


Venere è il secondo pianeta del sistema solare e non si allontana molto dal Sole: lo segue dopo il suo tramontare, o addirittura lo precede prima che esso sorga; Greci e Latini credettero che si trattasse di due pianeti diversi e quindi lo identificarono come Stella della sera (Esperos) e Stella del mattino (Eosforos). La scoperta della unicità dei due pianeti è generalmente attribuita a Pitagora. Venere fu anche chiamata Fosforos, che significa “apportatore di luce”, oppure Lucifer, trasposizione latina del greco Fosforos.Quanto alla denominazione serale, questa era Vesper o Vesperus.


Questo pianeta era conosciuto fin dall'antichità presso molte culture.
Per i Cinesi, ad esempio, il pianeta era noto come Il Grande Bianco ed era associato ai metalli (in particolare all'oro). Gli astronomi dell'America Centrale avevano una concezione simile. Per i Maya, Venere era infatti dea della guerra ed irradiava la terra con raggi cattivi, provocando morte e distruzione. Gli astronomi Maya avevano quindi misurato attentamente ogni spostamento del pianeta, costruendovi sopra un calendario rituale.

Venere trae il nome dalla dea romana dell'amore e della pace. Per i greci era Afrodite, per gli egiziani Iside e per i fenici Astarte. Venere era associata al rame (metallo di cui è ricca Cipro, isola natale di Afrodite) e veniva raffigurata a volte come un triangolo piatto, a volte con il numero cinque ed altre con il colore blu. Veniva inoltre identificata con il giorno di Venerdì: i Sassoni usavano il nome della loro dea della fertilità, Fria, che si trasformò poi nel nome inglese di Friday (Venerdì), mentre il nome francese Vendredi indica la sua chiara origine greco-latina.

Secondo la mitologia, Venere/Afrodite era figlia di Cielo e Mare, ovvero di Urano e Gaia; ma viene anche riconosciuta come una delle figlie di Zeus, o anche come figlia della schiuma del mare.

Esistono due versioni della nascita di Venere: nella prima (narrata da Esiodo nella sua Teogonia), la dea era nata prima delle altre divinità dell'Olimpo. Quando il titano Crono recise i genitali del padre di Venere (Urano) e li gettò in fondo al mare, il sangue ed il seme in essi contenuti si addensarono in forma di schiuma e da questa emerse Afrodite (da cui l'origine del suo nome: la parola aphros significa schiuma), , che fu sospinta dagli Zefiri fino all'isola di Cipro; secondo altre fonti, approdò prima a Citera o a Pafo. Sulla riva, comunque, fu accolta dalle Ore (le Stagioni) che la vestirono, la agghindarono e la condussero presso gli immortali. Dunque, Afrodite non aveva avuto né infanzia, né fanciullezza: era venuta al mondo come una donna giovane e completamente formata (vedasi anche la "Venere in Conchiglia").


Nella rappresentazione del Bernini, Venere non nasce  dalle onde né  è in piedi su una conchiglia  ma spesso la trovia mo rappresentata da una stella.
Gli antichi Sumeri adoravano Ishtar (equivalente della fenicia Astarte), dea dell'amore e della generazione, ma anche signora del cielo, sposa divina del re e consigliera della sua azione di governo in pace e in guerra. Come dea della natura e della vegetazione, Ishtar/Astarte presiedeva alla nascita ma anche alla distruzione, nel perpetuo avvicendarsi delle stagioni.
Secondo la leggenda, la dea discese agli Inferi per cercare l'anima del suo amato, Tamuz, che era morto. A mano a mano che si spingeva negli Inferi, la dea veniva privata della sua gloria dai guardiani dell'inferno. Quando arrivò al cospetto della Regina degli Inferi, viene impiccata ad un gancio per carni e lasciata agonizzare fino alla morte. La dea venne infine recuperata per volontà divina ed eletta Signora del Cielo.

I Sumeri, dai quali l'astronomia greca trasse molti concetti, conoscevano anche il pianeta Venere, che chiamavano Inanna, o anche Ishtar o Eshtar, ovvero Stella del Mattino e Dea dell'Amore, in particolare l'amore dei sensi e quello per la guerra e le battaglie. Nelle rappresentazioni iconografiche la dea era alata, cavalcava un leone ed era armata di arco e frecce. Normalmente veniva ritratta vicino al dio Sole, poiché si trova sempre vicino al Sole.

Dall'Oriente semitico, attraverso la mediazione di Cipro e Citera, Ishtar-Astarte approda nel mondo greco dove prende il nome di Afrodite.
Secondo l'americano James Vogh, autore di Arachne Rising: the Thirteent Sign (l'Alba di Arachne: il tredicesimo segno, 1977), il culto del "Tredicesimo Segno", sarebbe ricollegabile a una Dea femminile che sarebbe stato con il tempo represso a favore di un culto per un Dio maschile. In certe tavolette magiche egizie e in altri reperti archeologici di carattere astronomico ricorre il numero tredici (i mesi lunari - le 13 lune); Vogh evidenzia nel suo libro come questo numero sia stato osteggiato dalle religioni successive, al punto che, ancor oggi, esso è considerato malefico. Secondo Vogh la luna, viene rappresentata dal simbolo di Aracne, costituendo il tredicesimo segno (poi cancellato) dello zodiaco; questa rimozione è ricordata in una serie di miti, tradizioni e fiabe, ove, il tredicesimo personaggio di un gruppo (il più amato), tradito e ucciso, risorge successivamente annunciando la possibilità di una redenzione. Così anche i giornalisti Baigent, Leigh e Lincoln, autori de "Il sacro Graal"; nel volume dedicato al mistero di Rennes-Le-Chateau rivelerebbero che il culto della Dea Bianca sarebbe ancora praticato segretamente; lo custodirebbero i fratelli di una società esoterica denominata "Il Priorato di Sion ". Anche Dan Brown, nell'ormai celeberrimo best seller "il Codice da Vinci", ipotizza una teoria similare: "l'occultamento della Maddalena, quale rappresentante archetipiale del Femmineo Sacro".

Su quella che dovrebbe essere la tomba di Iside, vicino a Menfi, era stata eretta una statua ricoperta di un velo nero. Sulla base della statua era stata incisa questa iscrizione: "Io sono tutto ciò che fu [QUID FUIT], ciò che è [QUID EST], ciò che sarà [QUID ERIT] e nessun mortale ha ancora osato sollevare il mio velo. »
Sotto questo velo si nascondono tutti i misteri e il sapere del passato… La rimozione del velo di Iside rappresenta la rivelazione della luce e il riuscire nel sollevare questo velo equivale al divenire immortale.....