Cosa avvenne sulla nostra terra dopo il diluvio Universale?
Dove era situata Atlantide?
Perché gli Etruschi continuano ad essere un popolo del tutto
misterioso?
A Roma, presso il Tempio di Saturno ed il Comizio, c'era un sacellum
identificato come mundus, che costituiva anche il nucleo, il centro, l'omphalos
della città .
Plutarco, nella Vita Romuli, racconta che Romolo, accingendosi a fondare la sua
città sul Palatino, mandò a chiamare dei sacerdoti dall'Etruria, perchè lo
guidassero nella cerimonia con i sacri riti e le regole religiose previste.
Scavarono un profondo fosso rotondo, ed ogni uomo della comunità gettò
solennemente in esso le primizie ed un pugno di terra del luogo di provenienza. Si mescolarono così da dare il senso della formazione di una nuova
comunità.
Analogamente al
mundus di Roma, il pozzo dell'isola Bisentina avesse
accolto la terra ed i prodotti agricoli dei dodici popoli d'Etruria,
Voltumna/Veltune potrebbe allora connotarsi come il Dio delle comuni radici
etrusche.
All'incirca
al centro dell'isola Bisentina, si trova un sito straordinario, la cosiddetta
Malta, chiamata in tale modo perchè malta vuol dire "fango", ed era
quindi un nome adattissimo per designare un
luogo umido e scuro, usato durante il medioevo come prigione.
Si tratta di un'ampia camera circolare, di circa 6 metri di diametro per 6 di
altezza, in comunicazione
con l'esterno attraverso un corridoio di circa m.1,60 di altezza per m.1,50 di
larghezza; al centro della camera c'è una circonferenza fatta di mattoni che
delimita un pozzo ora ricolmo, con diametro di 1,6 m; in corrispondenza a
quello, dal centro della volta parte verso l'alto un lungo condotto circolare
che sbocca in superficie, in un bosco . La perfetta circolarità del
condotto, in tutta la sua lunghezza di venti metri, mostra che esso era stato
fatto per uno scopo sacro speciale, e non per portare aria in una prigione
sotterranea.

Forse la costruzione era un mundus, che consentiva ai 12 lucumoni, seduti
intorno, di entrare in comunicazione con il cielo e con le forze ctonie durante
le loro cerimonie religiose e riunioni, così da prendere decisioni e
deliberazioni in accordo con la volontà degli dei . In tutte le città
etrusche c'era un mundus, imposto dalla legge religiosa come collegamento con
il mondo sotterraneo.
Sulla costa del lago di Bolsena, di fronte all'isola Bisentina, sorgeva
l'importante città etrusca di
Visentium.
Vicino ad essa, ci sono aree e spiagge dove la gente avrebbe avuto abbastanza
spazio per i "sacri ludi", e da dove avrebbe sempre potuto vedere il
santuario sull'isola, come simbolo della divinità venerata. Una sede
appropriata per le corse dei cavalli potrebbe essere stata la depressione ovale
di Lagaccione, un piccolo cratere vulcanico delle dimensioni di 750 x 1000
metri, una sorta di modello ideale di un grande stadio: sedute sul naturale
pendio del cratere, molte migliaia di persone avrebbero potuto assistere a
corse di carri e cavalli sul terreno dell'ovale .
E' notorio che solitamente i Cristiani costruirono le loro chiese sui luoghi
dove in precedenza sorgevano templi pagani. Sull'isola Bisentina ci sono 8
costruzioni, fra chiese e cappelle: forse al di sotto di una di esse, magari
quella sul punto più alto dell'isola, il Monte Tabor (56 m al di sopra del
livello del lago), c'era precedentemente il tempio della dea Nortia .
Quanto alle assemblee dei 12 lucumones, esse dovevano aver luogo in un posto
speciale, forse in una grotta sotterranea.
Il
nome dell'isola Bisentina deriva
da Bisentium, antico centro di origine etrusca fondato sulla sponda di fronte
del lago.
Lunga 700 metri e larga 500,
la leggenda narra che in questa isola si cela il passaggio segreto al
regno sotterraneo di Agarthi .
Dell'esistenza
di questo mondo inaccessibile e dei
varchi attraverso cui entrarvi si racconta da tempi remoti. Gli altri varchi
sarebbero nella foresta amazzonica, in Brasile, in Siberia e nel grande deserto del Gobi in Asia centrale.
Tra le zampe della famosa Sfinge nella piana di Giza vi sarebbe poi un
ulteriore accesso al mondo fantastico di Agarthi. Il varco di accesso in
Italia, invece, si troverebbe proprio sull'isola Bisentina nel lago di Bolsena,
luogo sacro per il popolo degli Etruschi.
Pur se disabitata,
è aperta al pubblico , la si può
visitare accompagnati da una guida imbarcandosi su un battello dal porticciolo
di Capodimonte.
Sull'isola
interessanti da visitare sono la chiesa rinascimentale dei Santi Giacomo e Cristoforo, il cui progetto fu affidato dal
cardinale Alessandro Farnese al Vignola ed il Tempietto di Santa Caterina, a
pianta ottagonale, chiamato comunemente la Rocchina, attribuita ad Antonio da
Sangallo il Giovane.
Agarthi è l’immaginario mondo
sotterraneo dove, vivrebbero grandi maestri antichi, uomini e mitici depositari
di segreti posseduti da civiltà scomparse.
Una
sorta di rifugio della sapienza, Agarthi (dal sanscrito, significa
“l’inaccessibile”) sarebbe infatti un enorme regno sotterraneo nel quale
vivrebbero esseri superiori capaci di
cose impensabili per noi terrestri che abbiamo dimenticato come usare l’energia
chiamata Yril. Il Yril permetterebbe di
volare, di spostare oggetti con la forza del pensiero (telecinesi), di leggere
nella mente e altre innumerevoli applicazioni.

Ma quale sarebbe l’origine di Agarthi?
I cataclismi e le guerre sulla superficie spinsero il suo popolo a
stabilirsi sottoterra. I cataclismi sarebbero dovuti alla guerra tra Atlantide
e Lemuria con l’uso di armi potentissime .Si parla addirittura di armi nucleari
che distrussero le due civiltà della quale resta memoria nel mito del diluvio
universale. La leggenda primigenia del diluvio universale è infatti presente
sia in occidente che in oriente e potrebbe quindi essere stato causato da una
guerra termonucleare mondiale con armi potentissimi e tecnologicamente
avanzate.
In molti testi sacri in effetti si raccontano guerre antichissime avvenute
in cielo. Secondo queste leggende i buoni vennero sconfitti e si nascosero nel
sottosuolo del pianeta.
Agarthi sarebbe quindi un rifugio sotterraneo in cui
questi eletti si sarebbero salvati e con loro la cultura e la tecnologia
atlantidea. Per evitare che il male possa entrare in Agarthi esiste un sistema
di protezione che la isola dal mondo attraverso delle vibrazioni che offuscano
la mente e rendono i
La fortuna occidentale di Agarthi nacque con Ossendowsky (autore di “Bestie,
uomini e dei”), Alexandre Saint-Yves D’Alveydre (“Missione dell’India”) e
Guénon (“Il Re del Mondo”). Il terzo non fece che altro che reinterpretare le
idee dei primi due. Il primo era un viaggiatore che riferì dei suoi tragitti in
Asia mentre l’altro era un occultista che pretendeva di avere avuto rivelazioni
da un “maestro”. Tutto ciò aveva però poco a che fare con la Shambalà tibetana
e indù sopra descritta ed è anche la fonte della storia del “regno sotterraneo”
estranea ai testi orientali.
Una delle prime fonti del mito dei regni sotterranei è
Il Dio fumoso
(
The Smokey God or A Voyage to the Inner World, 1908), di Willis
George Emerson, la pretesa autobiografia di un marinaio norvegese chiamato Olaf
Jansen. Emerson racconta di come Jansen abbia navigato all’interno della Terra
attraverso un’apertura presso il Polo Nord. Per due anni sarebbe vissuto con
gli abitanti di questo regno il cui mondo sarebbe illuminato da un “Sole
centrale fumoso”. Il padre sarebbe rimasto ucciso durante il ritorno, mentre il
figlio ricoverato come pazzo. Il resoconto sarebbe stato dato dal figlio, che
dopo la dimissione dal sanatorio si sarebbe stabilito in California, e che
novantenne avrebbe deciso di rendere pubblica la vicenda. Malgrado nel racconto
di Emerson non si faccia il nome di Agarthi, esso vi è stato associato in opere
successive. Shambalà “la Minore”, una delle colonie di Agarthi, era la sede del
governo del regno. Mentre Shambalà consiste in un continente interno, le altre
colonie satelliti sono solo degli agglomerati più piccoli situati all’interno
della crosta terrestre o dentro le montagne. I cataclismi e le guerre avvenute
sulla superficie spinsero il popolo di Agarthi a stabilirsi sottoterra.

Il leggendario paradiso di Shambalà ha varie analogie con altri luoghi
mitici, come la Terra Proibita, la Terra delle Acque Candide, la Terra degli
Spiriti Raggianti, la Terra del Fuoco Vivente, la Terra degli Dei Viventi, la
Terra delle Meraviglie. Gli indù parlano di Aryavartha, terra d’origine dei
Veda; i Cinesi di Hsi Tien, il Paradiso Occidentale di Hsi Wang Mu, la Madre
Regale dell’Ovest; la setta cristiana russa dei vecchi credenti la chiamava
Belovodye e i Kirghizi nominano invece Janaidar.